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(THE TEXAS CHAINSAW MASSACRE - LA FAMIGLIA SAWNEY)
Tra il film e la vera storia della famiglia cannibale
Con "Non aprite quella porta" Tobe Hooper nel 1974 diede vita a un genere dell' horror tutto nuovo che ancora oggi è considerato il capostipite degli splatter. Anche se alla fine il film venne girato con un budget molto basso, e non poteva di certo permettersi Fiumi di sangue finto e scene di arti mozzati. Se fate caso, l'unica sequenza di "taglio" è quella sul dito della bella Marylin Burns per far succhiare il sangue a nonno Sawyer. Qui vi è la vera arte della regia, riuscire a farci immaginare squartamenti e massacri, e a fine pellicola, anche se non hai visto arti maciullati e frattaglie varie, il film ti ha lasciato sconvolto. Come tutti sanno Tobe Hooper, allora regista sconosciuto, con un piccolo budget, ma con buone idee, diede nascita all'allegra famiglia Sawyer e alla loro "nouvelle cousine" che nel lontano 1975 tanto fece discutere. Infatti molti attribuirono quella pellicola come uno "snuff-movie" (pellicole girate dal vivo con massacri veri) tanto da far aprire anche una piccola indagine, ma senza nessuna conseguenza visto che si trattava soltanto di un film. L'unico "reato" di Tobe Hooper era stato quello di mettere gli attori in una condizione di forte stress sia fisico che psicologico. Infatti nelle quattro settimane per la realizzazione del film, gli attori furono costretti ad indossare gli abiti di scena anche quando si era in pausa, e sotto il caldo del Texas non era cosa da poco. La maggior parte sostengono che anche Tobe Hooper, come tanti altri tra cui Hitchcock, si sia ispirato alle gesta del necrofilo serial killer Ed Gein che negli anni 50 sconvolse l'America. Tobe Hooper non ha mai smentito, ma neanche ha mai riferito quale sia stata la sua vera fonte d'ispirazione. Bene, dalle mie indagini, ho scoperto che la vera fonte che ha ispirato Tobe Hooper e Kim Henkel, viene da una famiglia di cannibale realmente esistita:
La famigliola di Bean Sawney (infatti anche il cognome è molto simile) che nel lontano 1500 terrorizzò la Scozia. Vi racconterò la storia delle terribili gesta di questa famiglia e notate se non c'è analogia: In quei tempi viaggiare era impresa per temerari, infatti il mezzo di locomozione più diffuso era camminare a piedi e le strade erano piene di insidie come banditi o animali feroci. Per fortuna erano colme di locande dove poter pernottare. Ma era opinione comune che nemmeno le locande fossero tanto sicure e si narrava di locandieri ladri e assassini; storie in genere inventate perché gli albergatori mettevano acqua nel vino e perché erano esosi. Ma era divenuto estremamente pericoloso viaggiare nella contea di Galloway, a sud di Glasgow, infatti una buona parte di persone che si avventurava, più della metà spariva senza lasciare traccia. I sospetti ricaddero subito sui locandieri, e i sbirri mandati dal re ne torturarono e giustiziarono a dozzine, infatti se una delle persone scomparse aveva pernottato da loro, li giustiziavano in base a quell'unico indizio. Ma la decimazione degli albergatori non diede i frutti sperati, le sparizioni continuarano a terrorizzare quella contea per più di vent'anni. Sino a che una sera, un uomo e sua moglie, entrambi in sella allo stesso cavallo, tornando dalla fiera di Galloway, vennero improvvisamente assaliti da un'orda di uomini e donne, l'uomo cominciò a menare fendenti di spada. Purtroppo sua moglie cadde da cavallo e in un baleno fu sgozzata e sventrata e le donne della banda si misero avidamente a berne il sangue. Sconvolto da tanto orrore, anche l'uomo stava per soccombere, ma per sua fortuna sopraggiunsero un gruppo di mercanti di ritorno dalla fiera che si erano prudentemente unito per attraversare la foresta. La selvaggia banda di assassini scomparve tra gli alberi. Il Re informato dell'accaduto, decise di inviare in quei luoghi l'esercito affinché setacciassero accuratamente e trovassero i colpevoli. Mentre passavano accanto ad una caverna seminascosta da cespugli e rovi, i segugi che accompagnavano i soldati iniziarono ad ululare. I soldati scoprirono questo passaggio fatto di tunnel e corridoi che sprofondavano nelle viscere della scogliera. I soldati del re erano uomini duri, ma quello che videro li sgomentò ed alcuni di loro diedero di stomaco. Mani, gambe, braccia erano appesi a dei ganci come quarti di bue; altri resti umani erano in salamoia dentro barili. E nella grotta principale, accovacciati tra i mucchi di monete e di abiti tolti ai viaggiatori, i soldati trovarono decine di persone, uomini, donne e bambini. Tutti della stessa famiglia e tutti cannibali. Il capofamiglia era Bean Sawney questi aveva una cicatrice che gli solcava gran parte del viso e indossava una sorta di cappuccio fatto con pelle umana. In oltre aveva generato in 25 anni di attività 8 figli, 6 figlie e alcuni nipoti tutti frutto di relazioni incestuose. Furono condotti a Edimburgo e giustiziati senza nessun processo, come se fossero animali da preda. Noterete che vi è una notevole somiglianza tra la famigliola di Bubba Sawyer e quella di Bean Sawney. Comunque già nel 1975, Hooper sosteneva che la pellicola era tratta da una storia vera, ma è stata sempre vista come una geniale trovata pubblicitaria, adottata poi da Ruggero Deodato per Cannibal Holocaust e da Sanchez e Myrick per Blair Witch Project. Comunque resta il fatto indiscutibile che i primi due capitoli della serie sono dei veri capolavori, quadro da cornice: la scena finale del primo capitolo dove Leatherface sullo sfondo di un'alba ardente ci regala una macabra danza brandendo la sua motosega. |