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CASI E STORIE
IL CASO ROMASANTA
IL MITO DEI GUERRIERI LUPO

LA BESTIA DI GAVAUDAN

La vicenda ebbe inizio nell'aprile (per altri inizio giugno) del 1766 , quando una ragazza che passeggiava nel bosco fu attaccata da un grosso lupo, ma le mucche a cui stava badando allontanarono la bestia. La giovane donna descrisse la bestia con un corpo da vitello, peluria folta e nera, due grandi canini laterali. Il 30 giugno del 1764 la "bestia" fece la sua prima vittima: una ragazzina quattordicenne fu sbranata. Nei mesi successivi furono decine le vittime, per lo più donne e bambine. Col moltiplicarsi degli attacchi e dei morti, il governo francese inviò in questa regione uno squadrone di 56 dragoni , comandati dal capitano Duhamel, che comunque per le ricerche ebbe a disposizione anche gli oltre 400 miliziani dei Volontari di Clermont, di stanza nei pressi. Duhamel avvistò la cosiddetta Bestia più volte, senza mai riuscire a ucciderla. A suo parere, benché non fosse un esperto, la belva era un ibrido mostruoso, grande come un vitello di un anno.

Il 1° maggio dello stesso anno una famiglia (tre fratelli adulti, tutti noti cacciatori) videro, dall'interno della loro casa posta ai margini di un bosco, la Bestia mentre strisciava verso un ignaro pastorello. La colpirono gravemente (la pista di sangue era molto larga, segno di una mortale emorragia esterna) ma l'animale riuscì a fuggire. Gli attacchi e le vittime comunque continuarono e allora Luigi XV inviò Francois Antoine, massimo rappresentante della Louvetiere e considerato uno dei migliori fucili di Francia. Antoine era accompagnato da suo figlio, da 14 guardiacaccia scelti fra i migliori del regno e da una muta di 40 cani segugi e 4 cani da presa, ossia mastini veloci, ognuno dei quali da solo aveva già ucciso diversi lupi. Antoine nel settembre del 1766, con una enorme spingarda caricata contemporaneamente con ben 5 cariche da lupo 35 pallettoni e un proiettile di grosso calibro, uccise in uno scontro dove lui perse un'occhio, un colossale lupo di circa 80 kg, quasi un metro di altezza e una lunghezza di circa 160 cm, coda esclusa. Aveva una testa enorme, fianchi rossicci, coda folta, una dentatura sproporzionata e una striscia nera sul dorso. Antoine fu colmato di doni (la sola taglia sull'animale era stratosferica, ben 9400 franchi, pari a 33 anni di lavoro di un salariato agricolo dell'epoca o a oltre 700.000 euro attuali) Il cadavere dell'animale, malamente imbalsamato e praticamente in decomposizione, per ordine del re fu immediatamente distrutto. Il totale delle vittime accertato fu di 116 (con circa 270 attacchi), 14 delle quali decapitate, uccise circa 40 bambini piccoli, uno di questi lo aggredì nella culla dinanzi la porta di un casolare, la madre cercò di strapparglielo afferrando il piccolo per una gamba, ma la bestia con un morso troncò l' arto del piccolo e scappò via. Con ogni probabilità le vittime furono comunque molte di più, forse 150-180, solo che a un certo punto non furono più conteggiate per ordine di Re Luigi XV. Ancora oggi, l'identità della bestia non è certa. Se per alcuni si trattò di un lupo fuori dalla norma, per altri sarebbe stato un serial killer travestito da animale; tra la gente del posto, si diffuse la leggenda che si trattasse di un lupo mannaro. La squadra di Denneval, secondo la testimonianza di Duhamel, seguì dal principio l'ipotesi che si trattasse di un lupo, nonostante le orme lasciate dalla bestia fossero molto più grandi di quelle di un lupo e pur non riuscendo a capire perché la bestia attaccasse principalmente di notte e apparentemente sgozzasse le proprie vittime. Secondo alcuni recenti studi quella del Gevaudan era un lupo probabilmente affetto da acromegalia, una malattia, che rende la testa e gli arti sproporzionatamente grandi. Le fauci pertanto esprimevano probabilmente una pressione di oltre 800 kg. Ciò spiegherebbe lo stato delle vittime che venivano ritrovate letteralmente fatte a pezzi.

Mentre gli attacchi sono stati provati e documentati, non è mai stata definitivamente chiarita la vera natura della Bestia del Gevaudan. La vicenda della misteriosa Bestia è legata anche a teorie di cospirazione contro la casa reale francese ed ha ispirato i film La Bestia di Walerian Borowczyk, e più recentemente Il patto dei lupi con Vincent Cassel, Mark Dacascos e Monica Bellucci.